sabato , 18 Gennaio 2020
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Il ritorno sul luogo del delitto

Niente paura. Non mi sto improvvisando scrittore di gialli e con questo titolo poi, a dir poco obsoleto, andrei poco distante. Sappiamo tuttavia che nei gialli, ma anche nei noir, generalmente sul luogo del delitto ci torna l’assassino, quasi sempre per un piacere perverso. In questo caso, nel mio caso, su quel luogo ci torna la vittima, quindi né giallo né noir, altro colore.

Quel luogo ha ovviamente un nome e un soprannome, la città stellata, che lo rende caratteristico per via della sua pianta. Come molti sanno, l’anno scorso, in questo periodo, dopo aver appena raggiunto l’apice della mia carriera (rating ELO FIDE 2052) al primo open di Palmanova è iniziato il mio, ancora da arrestare, declino. Direi che è stato uno dei miei peggiori tornei e non so spiegarlo. Da vittima quindi ho pensato di tornarci, pensando di avere un conto aperto col torneo nella città stellata e di riuscire pertanto a regolarlo. A conclusione del ritorno sul luogo del delitto posso dire che è andata meglio dell’anno scorso (ci voleva poco, del resto), dove a fronte di un deprimente 3/7 (partendo da n.3) ho ottenuto un 3.5/6 (partendo da n.4). Anche in termini di variazione è andata meglio, -32 contro -7, ma non è andata bene, perché quando si perdono punti non va bene. Decisamente meglio è andata dal punto di vista del gioco (e anche qui ci voleva poco, del resto), che ho ritrovato dal precedente torneo di Biella e che avevo cercato senza successo all’antecedente torneo di Lainate, costatomi altri bei 26 punti ELO FIDE. In questo ritorno, oltre al bel gioco, ho ritrovato anche un bel vizio, che pensavo di aver accantonato almeno nelle sue forme più accese. Il ritorno nella città stellata doveva avere un altro epilogo: invece del -7 doveva esserci un +8 e il conto in sospeso sarebbe stato almeno in parte sanato, se. Appunto, se. Sì, conosco il detto, quindi lasciamo perdere e torniamo sul ritorno (hanno un po’ rotto ‘sti ritorni) dell’antico vizio di buttare le partite nel sanitario tazza. Ormai non mi bastano più i normali interventi, per sturare il sanitario tazza fin troppo intasato da troppe partite ho bisogno del pronto intervento dell’espurgo pozzi neri. Buttarne una ogni tanto è fisiologico, buttarne due nello stesso torneo è patologico. La prima della serie che vi mostro è l’ultima giocata al torneo, quella del “se” +8 invece di -7, quella del terzo posto mancato, quella dell’incapacità di reggere la tensione, quella della valutazione -7.50, quella che dura anche una vita (quindi mettetevi comodi), quella.

About Bruno Trangoni

Bruno Trangoni
Editore | Fondatore di A.D. Scacchi Oldřich Duras

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