lunedì , 14 Ottobre 2019
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Semo ancora tornai!

Allora: o avete perso le speranze di vedere qualcosa di nuovo o speravate di non vedere più qualcosa di nuovo perché vi piaceva troppo quel qualcosa di vecchio o al contrario non ne potevate più. Finisco immediatamente d’interessarmi ai vostri eventuali sentimenti (che spero sempre ci siano, buoni o cattivi che siano) e vi comunico (ma non serve, lo vedete) che quel qualcosa di vecchio è stato rimpiazzato da qualcosa di nuovo. Non ci provo neanche a inventarmi la balla che ho fatto apposta a lasciare l’articolo sulla Boutique per renderle omaggio (e sarebbe stato anche credibile); semplicemente non ho avuto più voglia di scrivere niente. Non posso nemmeno inventarmi l’altra balla che non c’era niente da scrivere dal momento che, ahimé, da scrivere c’era, eccome. Cosa? Qualcosa che doveva essere scritto lunedì 7 aprile, ma, volendo esagerare, si poteva anticipare a lunedì 31 marzo.

Sì, cari, semo tornai! Un solo anno di purgatorio, confermando la nostra tradizione che da sempre vede la squadra Nono risorto Venezia mai per più di un anno in Promozione (se è per quello neanche per più di un anno in serie B, ma questi sono altri discorsi). Nella sperimentazione del super girone a 10 squadre a girone svizzero (o italo-svizzero?) la nostra squadra si è classificata al primo posto a punteggio pieno, ottenendo la promozione in serie C con una giornata dì anticipo. Prima di onori e glorie per noi, due opinioni personali su questa nuova sperimentazione: positiva la formula del girone a 10 squadre, negativa la non visibilità sul web dell’andamento del torneo.

Andiamo in dettaglio: la prima scacchiera, occupata stabilmente dal sottoscritto, ha fatto letteralmente andare alla latrina con perfetta media inglese al contrario: due partite col Bianco pareggiate, tre partite col Nero perse. Beo. Addirittura comica la prima, durata, credo, 25 minuti, al termine dei quali prendo matto da Marchioli, buon giocatore sì, ma non pensava neanche lui che sarebbe stata più facile che contro un principiante scarso. Episodietto da raccontare indirizzato in particolare ad alcuni amici chioggiotti: al Marchioli squilla il telefono e io non faccio una piega. Dopo la partita lo stesso mi ringrazia. Altro da aggiungere non c’è se non che il campionato per il Nono non era proprio iniziato nel migliore dei modi. Per fortuna gli altri tre fanno risultato concedendo solo mezzo punto degli altri tre disponibili.

La prima squadra affrontata era il redivivo Toniolo Mestre, grande storico circolo che in passato ha offerto al territorio ottimi giocatori di livello magistrale.

Al secondo turno ce ne andiamo a Cavarzere (già, dimenticavo: abbiamo giocato sempre in trasferta, per mancanza di una nostra casa). Lì, poiché ufficialmente in casa, gioco col Bianco; i compagni sono gli stessi (saranno quasi sempre gli stessi) dell’altra volta. In seconda il Pupillo Radegondi, in terza il Pomo Pomaro, in quarta il Guarnez Guarnieri. Allora si diceva: patta in prima scacchiera, patta in quarta e seconda, vince solo il Pomo una partita direi non proprio sonnolenta che mi piacerebbe pubblicare.

Al terzo turno becchiamo l’ennesimo Capablanca (in qualsiasi serie ci si trovi se ne incontra sempre uno). Giochiamo in reale trasferta, quindi Nero in prima scacchiera, quindi 0 in prima scacchiera. Brava Veronika, non cade nei miei tranelli tattici, rimane solida riuscendo ad avere la meglio puntando su una mia debolezza. Nonostante le tre vittorie, le altre partite non mi pare siano state altrettante passeggiate; una nuova generazione di soliti ragazzini (l’uso di questo sostantivo non è un riferimento voluto) che è sempre difficile affrontare. Anche di questo turno mi piacerebbe vedere una partita, magari di Pupillo Radegondi.

Al quarto turno abbiamo il match-point: se vinciamo siamo in C. Giochiamo in casa quindi in (lieve) trasferta al Canal. Qui col Bianco gioco la mia partita migliore (l’unica decente) vinta virtualmente, pareggiata solo perché sul 3-0 ci poteva stare un mezzo regalo e un’uscita anticipata dal Canal. Con questa vittoria siamo matematicamente in C. Di questo turno abbiamo anche una partita. Eccola (commenti del Guarnez).

Ci avviamo verso l’ultimo turno con un solo problema: non fare come si fa spesso tanto nei tornei a squadre quanto in quelli individuali, come si fa spesso nel calcio, non fare cioè, come si dice soprattutto nel calcio, i biscotti. Nel nostro caso voleva dire non andare a Padova, contro una squadra che poteva giocare per la Promozione, con le seconde linee. Alla vigilia dell’ultimo turno, con noi già in C (8 punti), si giocavano il secondo posto Capablanca (6), Micha (5) e Cavarzere (5). L’ultimo turno vedeva di fronte noi e il Micha (in trasferta vera) e lo scontro diretto Capablanca-Cavarzere. Conti alla mano, una vittoria del Capablanca avrebbe reso totalmente inutile la nostra partita e nulla la nostra incidenza. Una vittoria del Cavarzere avrebbe promosso la squadra di Renier se il Micha non avesse vinto o lo avesse fatto ottenendo un punto individuale in meno del Cavarzere. In questo caso la nostra incidenza avrebbe avuto un peso. Terzo risultato possibile fra Cavarzere e Capablanca: un pareggio. In questo caso una vittoria del Micha avrebbe promosso quest’ultimo. Anche in questo caso la nostra incidenza sarebbe più che rilevante.

È giusto ricordare due nostri precedenti ultimi turni: anno 2006, serie C, matematicamente promossi in B, affrontiamo l’ultimo turno con la squadra titolare, anche in questo caso, contro un Capablanca, vinciamo 3.5-0.5. Anno seguente, serie B, matematicamente retrocessi in C, affrontiamo l’ACTV (al quale bastava un pareggio per garantirsi la salvezza) in una splendida domenica di sole d’aprile nel deposito automezzi dell’azienda di trasporto pubblico territoriale. Perdiamo l’incontro (1-3) ma lo giochiamo, aggiungo, fra lo stupore dell’avversario. Ecco, gli autoincensamenti non brillano in simpatia, lo so, ma trovo più antipatiche le scorrettezze alias biscotti molto presenti nel nostro CIS.

Tornando a noi e a loro (il Micha), a loro interessava solo vincere e sperare che il Capablanca non vincesse e il Cavarzere non vincesse con un punteggio individuale maggiore di 1 punto. Cominciamo dal più facile, cioè dallo 0, ormai scontato in prima scacchiera. Questa partita la vedremo, mi direte le vostre sensazioni, la mia è che non l’ho giocata proprio male fino al momento in cui vi ero dentro, poi ne sono uscito rimanendo con la sensazione di averla un po’ buttata. La vera notizia è l’avvicendamento in quarta scacchiera: via il Guarnez (non per scelta tecnica) dentro il Pancho. Fino a questo momento un certo strano trend aveva dettato l’imbattibilità in tutte le scacchiere tranne la prima; sarebbe stato un peccato interromperlo proprio ora, motivo in più, quindi, per onorare la sfida. Il Pupillo ci mette un attimo a pareggiare il mio 0, le sfide drammatiche le giocano Phobos e Deimos di nuovo insieme. Poteva essere un arrocco corto, con promozione per il Micha, visto che Capa e Cava non erano riusciti a superarsi (ma ancora non si sapeva), invece i nostri avversari dei due punti ne hanno raccolto solo mezzo. A dirla tutta quello contro il Pancho sarebbe stato un punto sgraffignato, o se preferite buttato alla latrina dal Pancho (in vantaggio fin dall’inizio), ma sappiamo che negli scacchi avviene anche di peggio. Questa partita la vorrei presto pubblicata così tutti possono vedere a cosa mi sto riferendo. Quella del Pomo invece è stata una lotta a un certo punto condotta con grande caparbietà in posizione persa. Grande prova del Pomo che è riuscito a rimanere in piedi finendo per sfinire il suo avversario che, nonostante tutti gli sforzi del Pomo, alla fine era arrivato a una mossa dalla vittoria. Totale della monta: vinciamo anche questo confronto ma sicuramente il Micha, almeno per una settimana si è mangiato qualcosa.

 

 

 

About Bruno Trangoni

Bruno Trangoni
Editore | Fondatore di A.D. Scacchi Oldřich Duras

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2 commenti

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    Grande Bruno!

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    Che beo sto logo!

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