sabato , 18 Gennaio 2020
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44° Campionato Italiano a Squadre

Seguiamo l’andamento del girone 11, serie C, giornata per giornata

Prima giornata

Buona la prima della nostra squadra.

Sì, perché quest’anno parleremo solo dell’unica squadra iscritta al Campionato. Si diceva buona, perché ha ottenuto un ottimo pareggio contro la squadra che proviene dalla B, che in un passato non molto lontano (come testimonia la targa orgogliosamente esposta) è stata anche in A2, che può schierare le prime due scacchiere più forti di tutto il girone, insomma contro la squadra, non ce ne vogliano le altre, favorita per la promozione. E dire che proprio da una delle prime due scacchiere, a dispetto dei favori del pronostico, stava per arrivare una gradita sorpresa. Il nostro Biagioli, dopo poco più di un’ora di gioco, si trovava in vantaggio di materiale, due pezzi leggeri contro Torre e pedone. Vantaggio sicuro, sì, ma la partita era ancora viva e non era facile. Così è emersa a poco a poco la classe del quasi maestro Vianello e il nostro ha dovuto arrendersi. Peccato, ci siamo detti, ci poteva stare almeno una bella insperata patta.

Il sottoscritto ha invece giocato una discreta partita contro una avversario più forte (di punteggio ma anche di categoria) con il solo rammarico di aver ceduto troppo presto per aver creduto di prendere matto. Nella fattispecie, invece di dare la Donna per Torre e Cavallo (ma poi sarebbe caduto forzatamente un altro pezzo) per evitare il matto fantasma, si poteva continuare in posizione inferiore con un pedone in meno. A gioco corretto, come si dice di solito, si avrebbe perso lo stesso, ma intanto si rimaneva sulla scacchiera, abbondantemente entro i limiti della decenza, un altro po’.

Parliamo invece della bella impresa delle nostre due ultime scacchiere, chiamate, anzi quasi obbligate, a ottenere il 100% viste le quasi nulle speranze nelle altre due. Bravi Velluti e Zanetto che hanno eseguito appieno il loro mandato. Devo dire che ho seguito poco le loro partite, ero più concentrato sulla mia e su quella relativa alla mancata sorpresa. Il Radegondi mi dice “che sta soffrendo, come al solito”. La cosa non mi ha turbato più di tanto, anzi mi ha rincuorato il “come al solito”, perché, si sa, il nostro riesce molto spesso a sfangarla in situazioni precarie. E’ questo il suo punto di forza e pare che gli avversari non abbiano ancora saputo prenderne le misure. La sua partita è finita quasi in contemporanea alla mia, forse un attimo prima, ma non era chiaro chi avesse vinto. Dopo il mio abbandono, per un attimo ho temuto di essere sullo 0-3. Ebbene no, signori, il Pupillo ce l’ha fatta anche stavolta!

Ora non rimane che sperare nel Sior Zaneto, la cui partita avevo visto solo un po’ all’inizio. E’ chiaro che dover vincere per forza non sia salutare dal punto di vista psicologico, ma fatto sta che Sior Zaneto deve vincere per forza. Sembra tutto pari, qualche pedone più un Cavallo per ciascuno. Vado via per non creare pressioni. Poi il Biagio sempre ottimista mi dice che sta meglio perché si è creato un pedone libero sulla colonna a. Ricordo che recentemente ho vinto in questo modo una partita che dovevo vincere per forza, proprio così, con stesso numero di pedoni e un Cavallo ciascuno, con il mio pedone a libero. Ricordo che il Sior Zaneto aveva assistito a questa fase di quella partita. A questo punto ho pensato che la cosa potesse essere di buon auspicio. Il nostro, eliminando tutti i fantasmi dello scorso campionato, compiva le manovre giuste e si assicurava un vantaggio di materiale decisivo e ha tentennato solo un po’ quando la partita era stravinta e l’avversario non abbandonava.

Sarebbe bello che mettessimo qui le nostre quattro partite per poi commentarle e io chiederei proprio a Sior Zaneto di essere il primo.

Seconda giornata

Col botto, si potrebbe dire, ma diciamo anche con l’aiuto dell’ignudo popò (o della dea bendata se preferite). Ma che importa? Prendiamoci i due punti e portiamoli a casa e, soprattutto, continuiamo a sognare. La sfida col Cavarzere ha avuto luogo non in un luogo qualsiasi, trattandosi nella fattispecie di Palazzo Radegondi, definito dalla squadra avversaria la miglior sede di gioco esistente non solo in Italia. Giocare in un salone straripante di importanti riferimenti culturali a un metro e mezzo dal Canalazzo non è una cosa che accade di frequente. Il personale di Palazzo Radegondi ha poi allestito un enorme tavolo buffet con bibite e cicchetti (anche questi rari da vedere in competizioni scacchistiche). Il prezzo di tutto ciò? Un po’ alto se vogliamo, diciamo pure un punto individuale (se pur tardivo) concesso alla squadra avversaria. Sì, perché il nostro terza scacchiera, investito di ogni responsabilità organizzativa, ha pagato la tensione con una prestazione di sicuro al di sotto delle sue abituali capacità. Ci siamo sempre abituati a vederlo soffire, il nostro Pupillo Radegondi, e ci siamo anche abituati (bene) a vederlo sempre riemergere. Questa volta non ci è riuscito, ma ci sono riusciti alla grande gli spiriti del Palazzo suoi amici a distrarre nel modo opportuno al momento opportuno il nostro avversario di prima scacchiera.

La cronaca. Arriva abbastanza presto il primo punto in nostro favore; lo ottiene il nostro Matteo Guarnieri alla sua prima apparizione con la nostra maglia. Lo ottiene contro un avversario sicuramente a lui inferiore, ma lo ottiene con grande sicurezza e soprattutto rapidità. In un incontro a squadre è molto importante definire fin dall’inizio un certo equilibrio della sfida, cosa che, in questo caso, si è mantenuta sempre fino alla fine. Voglio dire che la nostra squadra è sempre stata in vantaggio dalla prima all’ultima conclusione di partita (1-0; 1.5-0-5; 2.5-0.5; 2.5-1.5). Quando si è in vantaggio e le altre partite sono alla pari, la pressione è ovviamente tutta su chi deve recuperare e questo può alterare una condotta di gioco. Dopo un altro po’ vediamo che in seconda scacchiera si va abbastanza dritti verso il cambio di tutti i pezzi e un finale pari (che si trasformerà presto in partita patta). In prima scacchiera sia il mio avversario sia il sottoscritto abbiamo fin dall’inizio fatto di tutto per non farci del male, quasi a voler far decidere agli altri l’esito finale della sfida. In terza scacchiera le cose sono un po’ diverse: il nostro Rade, come anticipato, soffre la posizione, ma siamo tutti convinti che presto la ribalterà. Ne è convinto anche Renier, mio avversario, dal momento che non si fida a propormi patta in una partita in cui (anch’io, ma sicuramente lui più di me) non può pensare di ricavare qualcosa più del mezzo punto. La reputazione del Velluti, giocatore spauracchio in grado di ribaltaresempre partite perse deve aver fatto il giro della laguna, altrimenti non si spiegherebbe l’atteggiamento di Renier che decideva di rimanere in gioco. Dal canto mio, se a un certo punto mi avesse chiesto patta, avrei fatto fatica a rifiutare, anche perché a quel certo punto le mie chance di vittoria (vive qualche mossa prima) erano irrimediabilmente compromesse. Così improvvisamente sono entrati in azione gli spiriti benigni di Palazzo Radegondi, non per aiutare il loro Pupillo, ma la sua squadra, la cui parte era ancora in gioco. Così spiriti e sirene del Canalazzo che passavano da quelle parti guarda caso in quel momento hanno incantato il mio avversario e lo hanno indotto a eseguire una delle poche mosse che perdeva. Una volta completata la cappella spiriti e sirene se la sono battuta per non correre il rischio di incantare anche me (ci sono andati vicino); così ho potuto eseguire l’unica mossa che vinceva. Il quadro si è completato con l’avversario di terza scacchiera che si avvicina a Renier per dirgli che avrebbe vinto, un istante prima di sentirsi dire dallo stesso che avrebbe perso. Raccolgo il felice dono di spiriti e sirene di Palazzo Radegondi e mi avvicino al nostro quasi a volergli dire che adesso era anche libero di perdere in santa pace.

A questo punto sarebbe bello vedere questa partita, più che mai, decisiva

Cari amici e compagni di scacchiere, postare una partita in cui si è perso e anche giocato male non è certo entusiasmante, ma, dato che mi è stato vivamente richiesto, lo farò lo stesso. Per mia e nostra fortuna questa sconfitta non ha precluso una brillante affermazione della squadra del Duras. Devo dire che le prime sensazioni che ho avuto di avere disputato una pessima partita si sono leggermente ridimensionate con l’analisi fatta al computer. Quello di cui posso rammaricarmi è di non avere saputo cogliere alcune occasioni che mi avrebbero permesso di recuperare una posizione che avevo compromesso sin dall’inizio. In pratica c’erano delle idee, per quanto poche e confuse, ma non le ho sapute concretizzare. Non ho dato seguito ad alcune “vellutate” che a fatica ero riuscito a preparare, e le famose “pupilliche” le ho viste solo quando ormai erano scadute. So che può sembrare strano il fatto che con due ore di tempo la mossa buona si veda soltanto un istante dopo avere compiuto la mossa cattiva, ma chi gioca a scacchi sa che può capitare. E a me domenica è capitato più di una volta. Comunque, guardiamola insieme.

 

Terza giornata

Scorrendo i risultati della terza giornata, vedendo che i nostri colori veleggiano in testa alla classifica dopo aver “sbrigato la pratica Zichichi” può indurre a pensare che il 3-1 maturato in nostro favore sia figlio della scontatezza poiché ottenuto contro la matricola neopromossa del girone. E invece invece no (non è un errore di battuta, ma una citazione. Trovatevela!). Diciamo pure che non è stata una passeggiata; diciamo anche che eravamo molto vicini a un 2-2; e diciamo infine che poteva anche finire 1-3. Diciamo tutto, dal principio, dalla prima scacchiera, dove il sottoscritto ha offerto una pessima prestazione commettendo un banalisssimo errore in apertura su un impianto piuttosto collaudato. L’errore poi non è una novità, anzi. Giocando on-line mi è capitato più volte di commettere lo stesso errore (giocando anche non con lo stesso avversario), pertanto, omettendo la famosa citazione, direi che ieri sono stato proprio diabolico (nell’accezione peggiore, s’intende). Al mio fianco vedo un Valerio impegnato in un attacco che sembra vincente, di quelli in cui, credo, basta avere pazienza. La partita del Valerio forse merita il premio di bellezza (non sto scherzando), ma forse no, dipende dalla possibilità per l’avversario di eseguire mosse in grado di smontare il palco della bellezza (che poi le esegua o meno è un altro discorso). Invitiamo pertanto il Valerio a farci vedere questa partita candidata a miss. In ogni caso, bellezza e correttezza o meno, l’iniziativa del nostro ha creato (alla fine) le premesse per l’ottenimento del punto. Dico alla fine perché a un certo punto, quando la mia cappella era bell’e compiuta, vedo che il Vale dà un pezzo in bocca, che se l’altro mangia di pedone prende matto. Ma che succede se mangia di Cavallo? La risposta non si fa attendere perché l’altro preferisce non prendere matto e prende quindi di Cavallo. L’attacco del Vale continua con un impetuoso ingresso di Donna con scacco in f7 (la casa debole dell’arrocco per eccellenza) sostenuto da Torre. C’è sempre un pezzo da recuperare e il matto non sembra così immediato. Il Nero poi esegue la mossa forzata che gli permette di liberarsi e costringere il Bianco a rimanere con un pezzo in meno o fare altro. Il Vale non vuole rimanere con un pezzo in meno, quindi fa altro; fare altro e meritarsi (sempre forse) il premio di bellezza vuol dire dare la Donna, in questo caso, per un pezzo leggero e attacco.

Torniamo un momento alla mia scacchiera: io so che dovrò soffrire per tentare di strappare una patta molto improbabile; vedo che in seconda si viaggia con una Donna in meno e poco chiaro sulla scacchiera; mi riduco quindi a pensare che saremo ancora una volta costretti a pretendere punti assoluti dalla terza e dalla quarta. Insomma, io non avevo molta fiducia nella posizione del Vale (men che meno nella mia) e mi vedevo già sullo 0-2. Ancora non mi ero interessato alle altre partite. Soffrendo la mia, vedo che la posizione del Vale di colpo prende una piega positiva, complici, penso (ma è tutto da verificare), alcune imprecisioni dell’avversario. Mi sento un po’ meglio e decido quindi di interessarmi al duo dei Mattei. Vagamente mi par di capire che non hanno problemi, anzi forse stanno anche bene. In una sequenza rapida arriva il punto di Mattbur, che conduce tranquillamente in porto una partita che a un certo punto lo vedeva in vantaggio di un pezzo per due pedoni (se non sbaglio). Arriva presto anche il mio 0; rimangono altre due partite. Quella del Vale è sicuramente vinta ma manca l’ufficialità; quella del Guarnieri è particolarmente incasinata ma buona, solo che il nostro è in pesante ritardo di tempo. Arriva il punto del Vale e quindi possiamo concentrarci liberamente sull’ultima partita ancora in corso. Ci sono casini, anche minacce di matto che per fortuna il nostro vede e para. Ma commette una debolezza centrale; l’avversario non ne approfitta e anzi a sua volta fa una cappella che lo porta a perdere la Donna per Torre e Alfiere (tutto questo ancora in terribile zeitnot per il nostro). Qualche mossa debole di Matteo (eseguita l’ultima a 7″ dalla sirena) consegnano al suo avversario partita vinta. Si tratta solo di essere precisi.

A questo punto è lecito chiedersi se non siano passati di lì in quel momento gli spiriti di Palazzo Radegondi e le sirene del Canalazzo, sì proprio loro che tanto ci avevano aiutato due settimane fa. Io ero fuori a discutere di basket col mio avversario; dopo un bel po’ dico “vado a vedere se (l’avversario di Matteo) ha giocato Tf8”. Sì, perché Tf8 costringeva il nostro a dare la Donna per la Torre per rimanere con un pezzo in meno e con pedoni passati, ma facilmente controllabili dal pezzo. Tf8 significava partita vinta per il Bianco e 2-2 per noi. Si diceva di spiriti e sirene. Non saprei come commentare, se non così, il fatto che Tf8 (tanto vincente quanto ovvia, nonché a lungo preparata) non sia stata giocata. Increduli io e Giuliano Cesaro ce ne torniamo di là a parlare di basket, mentre dopo pochi minuti il nostro ci consegna un punto veramente insperato.

Grazie ancora a spiriti e fantasmi che oltrettutto sanno intervenire al momento giusto. C’è da augurarsi di rimanere ancora nelle loro grazie per un altro mesetto abbondante.

Quarta giornata

Su questa non c’è molto da rire. Era la giornata in cui noi saremmo rimasti all finestra a gufare sui nostri concorrenti per la promozione sperando in loro passi falsi. Due non vittorie di Actv e Canal avrebbero significato per noi giocare l’ultimo turno, contro il Canal con il beneficio dei due risultati utili su tre. Arriva la non vittoria dell’Actv (che perde, secondo me, anche abbastanza sorprendentemente), ma non arriva la non vittoria del Canal. il 3-1 sullo Zichichi consentirà al Canal di accontentarsi del pareggio contro di noi per essere promosso.

Quinta giornata

Solo misero mezzo punto dunque divide noi dai nostri concorrenti concittadini. Se avessero vinto contro Zichichi 2.5-1.5, quindi pareggiando nei nostri confronti i punti individuali, regolamento alla mano, il pareggio sarebbe andato bene a noi, ma sarebbe stato necessario vincere in prima scacchiera e non perdere in seconda. Di fatto non c’è stato bisogno di fare questi conteggi complicati e, sempre di fatto, non c’è stato bisogno di fare alcun conteggio. Il risultato che mestamente sono stato costretto a scrivere sul referto della Federazione non lascia molto da dire. Non so gli avversari, ma penso nessuno di noi avrebbe immaginato un epilogo simile, ma a un certo punto, quando eravamo sullo 0-2, le altre due partite non avevano più significato; personalmente non avrei accettato una patta “di cortesia”. Diciamo che si tratta di un risultato che può sorprendere ma non deve farlo più di tanto perché rispecchia una chiara situazione in cui sussiste, da parte di uno dei contendenti, l’obbligo di vincere. Comunque sia, dobbiamo fare i complimenti ai nostri avversari perché nella specifica occasione che li ha visti opposti a noi hanno dimostrato di esserci superiori. Un dato statistico: è la prima volta che la squadra Canal B ci supera, nelle altre due precedenti occasioni ci sono state due vittorie nostre 2.5-1.5.

Dal canto nostro archiviamo questo campionato ricordando che comunque, rispetto all’anno scorso, dove abbiamo ottenuto la salvezza all’ultima giornata, abbiamo fatto un passo in avanti. Ricordiamo anche che possiamo continuare a essere una buona squadra di serie C, che qualche volta può avere la possibilità di salire anche se, risultati passati alla mano, solo per la gloria.

Giusto perché non l’ho fatto finora in questo campionato, inserisco una mia partita

About Bruno Trangoni

Bruno Trangoni
Editore | Fondatore di A.D. Scacchi Oldřich Duras

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