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Di ritorno nel Friuli-Venezia Giulia

Erano ben otto i tornei da me disputati in questa regione prima di questo: tre a Palmanova, due a Pordenone, uno a Gorizia, uno a Trieste e uno a Spilimbergo. Mancava Udine per completare il tutto. Bene. Dico subito, non è la prima volta che succede, che ho fatto il merda non dicendo a nessuno, al netto di persone ininfluenti, che sarei andato a fare un torneo. Ora giustamente vi potrete chiedere cosa intenda io, per contro, con persone influenti. Chiamiamo influenza l’essere coinvolti nel mondo scacchistico. Vale a dire che nessuno scacchista che mi conosce, al netto di quelli che ho trovato lì, era al corrente di questa mia improvvisata.

Fatta questa stringatissima premessa, vi racconto com’è andato questo torneo. 3.5/5, con due vinte e tre patte, terzo classificato, performance 2060, variazione ELO +20. Direi che è andato bene, sarebbe potuto andare benissimo se al posto di un ma ci fosse stato un se. Il se è ovviamente una mezza partita buttata nel cesso. Devo ammettere che ho fatto dei progressi però. Molto spesso buttavo nel cesso punti interi, ora, da un po’ di tempo a questa parte, ne butto via mezzi.

Torneremo su questo, intanto vi dico che al di là del risultato sono contento della prestazione. Ho giocato nel complesso cinque buone partite, di cui quattro con avversari quotati e una sola (la prima) contro uno più scarso. Non mi sono mai trovato in svantaggio, mai costretto a recuperare, semmai avrei da storcere il naso per le due patte col Bianco in cui, d’accordo, non sono stato messo sotto, ma non ho avuto neanche un minimo di iniziativa e neanche di idee. In effetti non è un caso che siano finite patte e non è nemmeno un caso che siano durate poco, entrambe nel turno pomeridiano, entrambe in possibile concomitanza con i due eventi sportivi che non mi sarei voluto perdere. Ecco, forse quella era l’unica idea che avevo in quelle due partite finite patte.

Nella terza invece l’idea c’era eccome e sono stato in vantaggio per quasi tutta la partita, ma come anticipato, stiamo parlando del mezzo punto buttato nel cesso. L’avversario è stato il Maestro Pino Laco, classe 1937, giocatore di grande esperienza e furbizia. Sempre nel Friuli (anzi nella Venezia Giulia), in quella per me troppo spesso maledetta Palmanova, gli avevo regalato un punto intero, ottenuto il quale avrei vinto il torneo. Anche questa volta è andata più o meno così, non se sarei arrivato primo, ma avrei affrontato l’ultimo turno in testa alla classifica con mezzo punto di vantaggio sugli inseguitori.

Va bene, basta così, vedetevi questa partita.

About Bruno Trangoni

Bruno Trangoni
Editore | Fondatore di A.D. Scacchi Oldřich Duras

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Un commento

  1. Avatar

    Un ottimo terzo posto per arrivare carichi al CIS!

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