Avrei dovuto intitolare “Ritorno a Caldaro”, pensando ad altri luoghi in cui mi è capitato di fare ritorno. Nella ridente località tirolese del vino e delle mele rosse ci sono stato un’altra volta, pertanto il tema del ritorno sarebbe stato più che pertinente. Qui c’è però un “quasi” in più. Non si può tornare “quasi” nello stesso luogo, o si torna o non si torna. E infatti il titolo non parla di luoghi, ma di tempi. Ognuno ha il suo, dico di tempo, indefinito e incerto in avanti, l’esatto opposto all’indietro. Quello che sta dietro a volte è migliore, altre no. Nel mio caso, dal punto di vista scacchistico, è stato migliore. Lo dicono i numeri, soprattutto quei 200 punti ELO che in un decennio, anno più anno meno, ho lasciato per strada. Credo che, come la giovinezza, non li riprenderò più. Ma allora devo spiegare meglio il titolo, a conferma di quanto detto la riga sopra, alla luce della mia variazione rating conseguita in quest’ultimo torneo: -0,2 equivalente a 0, quindi al palo rispetto all’improbabile rincorsa dei 200. Ma ancora il titolo dice qualcos’altro, perché non parla nemmeno di punti ma sempre e ancora di tempi. Certo, sì, non i tempi di cui alla foto, tempi diversi. Per spiegare meglio il concetto, faccio ancora ricorso a numeri. Due partite di Bianco vinte, tre di Nero perse. Sembrerà strano, ma il ritorno, quel ritorno, sta proprio qui, in queste tre perse. E sarà un ritorno al gioco da torneo, quindi un futuro leggermente meno incerto e indefinito, forse un non ritorno alla grande depressione di un anno fa. Va spiegato anche questo. Queste tre sconfitte sono maturate dopo aver incontrato avversari sulla carta più quotati di me; numeri alla mano anche qua: 2155, 2048, 1928 i loro rispettivi rating in ordine cronologico delle tre sfide. Va aggiunto un altro dato numerico. Oltre a essere due su tre oltre i 2000, erano tutti e tre oltre il 2000, inteso come anno di nascita. E questo è un dato non da trascurare. Anche sulla scacchiera si sono rivelati più quotati di me, perché hanno vinto; ma e poi ma. Ecco, lascio lì il tutto, su quei ma, giudicherete voi, vedendo queste tre partite, perché, nonostante una perfomance numericamente non positiva, nonostante abbia buttato via almeno un punto su quei tre non ottenuti, nonostante tutte queste tre partite siano terminate con una mossa dal matto in scacchiera, sono contento di come le ho giocate e questo mi riporta un po’ ai tempi (ecco che ci arrivo finalmente) in cui il mio livello era decisamente migliore.






