lunedì , 14 Ottobre 2019
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Di ritorno in serie C

Niente puntini puntini, niente punti esclamativi, niente punti. Era il nostro obiettivo n. 1, ottenere almeno un punto di squadra, cosa mai riuscita in tutte le quattro apparizioni, compresa questa, di una squadra del nostro circolo in serie B. Pareva questa essere la volta buona, pareva avessimo scelto un girone in un raggruppamento apposito per noi, in cui non era schierato un Maestro che fosse uno, in cui c’erano cinque squadre, di cui solo una sarebbe retrocessa. Qualcuno aveva anche ipotizzato qualcosa di ambizioso, che per me era solamente sogno. Allora diciamo che è stato un insuccesso del tutto prevedibile; alla resa dei conti c’erano obiettivamente tre squadre che si giocavano la promozione e due la permanenza nella serie. Il di un soffio mancato raggiungimento dell’obiettivo minimo già al primo turno, la fortunata circostanza del riposo al secondo con la conseguenza di affrontare l’incontro per noi decisivo al terzo dopo anche una serie di passeggiate culturali per la bella città, lasciavano presagire pronostici migliori. Per non correre rischi, per non lasciare nulla d’intentato, si è deciso, dopo vari dibattiti, di schierare la “squadra più forte”. Avessimo perso 3-1 con la “squadra più debole” avremmo avuto molti rimpianti; invece aver perso 3-1 con la “squadra più forte” ci ha lasciati tranquilli. Questo paio di palle! (un francesismo ogni milione di battute ci può stare). Proprio questa partita decisiva, che ci sarebbe bastato pure pareggiare per rimanere in B, ha dimostrato la nostra inadeguatezza alla situazione e il nostro essere completamente fuori condizione. Probabilmente sentivamo la tensione, probabilmente i nostri avversari, che pure avevano raccolto mezzo punto individuale nei loro precedenti due incontri, erano un po’ sottovalutati nei loro rating. Tutto quello che si vuole, però è innegabile che i due punti persi dal sottoscritto e da Phobos siano figli di prestazioni veramente scadenti. Da lì poi si è completato il nostro infelice decorso perdendo 3.0-0.5 i due restanti incontri. Per rimanere in B avremmo dovuto vincerne uno e, anche se molte di queste otto partite si sono concluse dopo quattro ore di lotte, non ci siamo andati vicini. Nel complesso se in sedici partite ne vinciamo una (!), ne pareggiamo cinque e ne perdiamo dieci (!) vuol dire che la retrocessione è ampiamente meritata. Ripartiremo il prossimo anno dalla C chissà dove comunque sempre in un raggruppamento. Intanto, giusto per rendere l’idea del livello generale delle nostre prestazioni, faccio vedere una partita mia. Potrei scegliere quella unica vinta da tutta la squadra, giocata piuttosto male dal mio avversario, ma preferisco metterne una in cui ho perso e in cui il mio avversario (in questo caso avversaria) ha giocato invece piuttosto bene. Da un po’ di tempo a questa parte mi trovo spesso in difficoltà a giocare col Nero; stranamente giocavo meglio quando non sapevo niente e giocavo a caso, mentre adesso che mi sarei messo a studiare (si fa per dire) mi trovo sempre più in difficoltà.

 

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Bruno Trangoni
Editore | Fondatore di A.D. Scacchi Oldřich Duras

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